Radicofani

Radicofani è nota perché ebbe la signoria Ghino di Tacco che, impossessatosi della Rocca, spadroneggiò nel territorio con le sue gesta, per alcuni da "castigatore di ingiustizie e di potenti", per altri semplicemente da "audace bandito".

Cenni storici

Il toponimo Radicofani ha avuto diverse ipotesi di spiegazione. La prima è Rackis hofen, ovvero Corte di Rackis, nome legato alla presenza di Rackis nel territorio. La leggenda dice che ebbe la visione di Gesù mentre cacciava sul monte Amiata, episodio legato alla fondazione dell'Abbazia di San Salvatore. Oppure Radix fanum: Il tempio alle radici, alle radici del tempio.

Nel periodo Etrusco e Romano il territorio di Radicofani è intessuto di insediamenti piccoli e meno piccoli, case di campagna ed almeno 6 villaggi.

Nel 973 il paese, che viene ricordato per le sue fortificazioni, sorge molto probabilmente sulle fondamenta del precedete villaggio etrusco-romano di Viclanus. Nel 1153 Radicofani, posseduta dai monaci di San Salvatore, viene acquistata da Papa Eugenio III, interessato al controllo della Francigena per fermare l'avanzata dell'Imperatore Federico Barbarossa, e nel 1154 Il papa Adriano IV dal 1154 costruisce una imponente fortificazione arrivata ai nostri giorni.

Nel XII sec. il Borgo diviene molto importante anche per le gesta del brigante-gentiluomo Ghino di Tacco.

Nel 1400 Radicofani va in affitto dalla Repubblica di Siena, che amplia la Fortezza e sposta la Francigena ai piedi del borgo (prima ne era l'asse viario principale), dotandola di servizi e costruendo un fortino e la dogana per il controllo dei traffici.

Nel secolo successivo Radicofani subirà l'assedio delle truppe imperiali e medicee che però non lo espugneranno.

Nel 1778 Nasce il Comune di Radicofani, dall'unione degli antichi Comuni di Radicofani e dei Comunelli di Contignano e di Castelvecchio. Si estende dalla Valle del fiume Paglia (affluente del Tevere) a sud, a quella del Fiume Orcia a nord, ad est lambisce le pendici del Monte Cetona e ad Ovest quelle del Monte Amiata.

Monumenti di interesse

La Fortezza di Radicofani ha una struttura difensiva esterna di forma pentagonale, mentre quella interna ha forma triangolare con le rovine delle tre torri angolari e un corpo centrale (cassero) restaurato e visitabile. Tra l'ingresso ed il cassero si trova un ampio piazzale chiamato la Scoperta. La Fortezza di Radicofani venne distrutta nel 1735 dal suo stesso comandante Piero da Piancastagnaio per vendicarsi della sua rimozione dall'incarico e, solo alla fine del 1900, sono stati fatti dei seri lavori di restauro.